Benvenuti a bordo Afroitaliani-su sta nave non s'affonda

 

Razzismo all'italiana

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Salvate Marie-Claire, dal Rwanda!

 

 

 

 

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Intervista alle protagoniste del Festival di Venezia

 

Una sera d’inverno del 1955, una donna afroamericana torna a casa dal lavoro e sale su un autobus. E’ affollato, ma trova posto nella prima fila dei sedili riservati ai bianchi. Il piede gonfio e dolente per un problema plantare, si lascia andare sul sedile, stanca e infreddolita. Non appena sale un passeggero bianco, l’autista la forza a cedere il posto. Ma lei non si smuove di un centimetro. E’ stanca di abbassare la testa. Finirà in prigione. Il suo gesto ispirerà migliaia di persone in tutto il Paese a protestare, incluso lo stesso Martin Luther King. E dopo un anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarerà incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell’Alabama.

 

 

Chi non si sente un po’ Rosa Park? Chi non è stato almeno una volta discriminato per il colore della propria pelle? Da piccola, io stessa ho subito gli insulti dei miei coetanei: “Negretta”, “Puzzola”, “Sporca”. A scuola, sul pullman, al lavoro. Il mio libro “Razzismo all’italiana” parla del razzismo che ho vissuto sulla mia pelle, nella roccaforte leghista per eccellenza, Bergamo.

 

Rosa Parks, il simbolo del movimento per i diritti civili.

 

Anche noi, come Rosa Parks, non vogliamo piegarci al razzismo. E per noi intendo tutti gli italiani di origini straniere e non, che ogni giorno, quella testa, si rifiutano di abbassarla. Che si riuniscono, si mobilitano, condividono storie, si battono per i propri diritti. E che ci ricordano che non è passato neanche un secolo dalle leggi razziali di Mussolini in Italia. Un’italia che guarda avanti, unita, dalla cima di una nave più multiculturale che mai. Dove in mare, non si lascia annegare nessuno. 

  

 

Il 2 settembre, “Io sono Rosa Parks”, il grande cortometraggio firmato dal regista Alessandro Garilli in collaborazione con Arising Africans e Italiani Senza Cittadinanza, verrà presentato al Festival del Cinema di Venezia.

Afroitalian è orgogliosa di condividere con voi le voci straordinarie di due eccellenze afroitaliane: Ada Ugo Abara, presidente di Arising Africans e già ospite del nostro blog, e Marwa Mahmoud, membro del movimento Italiani Senza Cittadinanza.

 

L'INTERVISTA

 

Da sinistra, Ada e Marwa.

 

1)Come è nata l’idea del film?

Marwa: Siamo stati contattati dal regista Alessandro Garilli che aveva scritto il copione e già l’aveva messo in scena in teatro.

Ha avuto l'idea di tradurlo in documentario con noi come narratori.

 

 

2)Hai mai recitato prima?

Ada: 

Un cortometraggio scritto, diretto e prodotto insieme alle amiche in prima media conta? A parte gli scherzi… no. Poche battute per alcune campagne sociali ma nulla più.

 

Marwa:

Sì ho già partecipato ad altri progetti teatrali e in alcuni casi ho scritto i testi. Ma farlo questa volta su un set cinematografico ha avuto tutto un altro gusto.

 

 

3)Ti riconosci nel personaggio di Rosa Parks?

Ada:

Penso di sì. Quando Arising Africans è nata 3 anni fa, a motivarmi era una stanchezza simile a quella di Rosa Parks: ero stanca di abbassare la testa, di negare le mie origini, di dover giustificare il mio sentirmi italiana,  di sentirmi una cittadina di serie B, di rinunciare alle occasioni che mi si presentavano e cedere il posto ad altri perché non sono cittadina italiana.

 

 

4)L’Italia è un paese razzista?

Ada:

Il razzismo esiste ed è una piaga della nostra società; non possiamo assolutamente ignorare l'impennata di violenza fisica e verbale di stampo razzista e xenofoba, anche se trova una forte legittimazione a livello politico e istituzionale. Dobbiamo però ricordarci sempre che questa è soltanto una fetta di popolazione e l'Italia è l’insieme di tutti i suoi cittadini: i razzisti sono più rumorosi e occupano prepotentemente la scena politica ma sono davvero la maggioranza della popolazione? Io non lo credo.  C’è  una parte che lavora dal basso, che lotta per i diritti di tutti e rifiuta ogni forma di oppressione o distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, costruendo l’Italia di domani. Esattamente come a Montgomery la resilienza della comunità afroamericana ha avuto la meglio sul razzismo e ha portato ad importanti conquiste in materia di diritti di tutti.

 

 

5)Questo è il tuo primo red carpet? 

Ada:

Sì e sono emozionatissima. Non ho idea di come sarà, spero solo di non fare qualche gaffe. A consolarmi è il fatto che, oltre a me e Marwa Mahmoud, ci saranno anche Arbër Agalliu e Benedicta Djumpah (la nostra Rosa Parks) del movimento italianisenzacittadinanza; insieme riusciremo a smorzare la tensione e goderci a pieno l’esperienza.

 

  

6)Come ti fa sentire presentare questo film al Festival del Cinema di Venezia?

 

Ada: 

E’ una grande soddisfazione. Aver vinto il bando e avere la possibilità di proiettare un cortometraggio a Venezia in cui i protagonisti sono 12 ragazzi italiani di origine straniera è un forte segnale positivo verso la narrazione plurale di cui parliamo sempre. Nel video ci siamo noi che ci mettiamo a nudo, parliamo di una storia che sentiamo nostra e lo facciamo con i nostri accenti che tradiscono la regione di provenienza.

 

Marwa:

Sono molto orgogliosa di quanto siamo riusciti a realizzare insieme ma la reputo anche una grande responsabilità. Oltre ad esser stata un'esperienza intensa con professionisti, per noi ragazze e ragazzi, figli di migranti rappresenta molto di più. È un messaggio culturale innovativo, un'idea di Italia plurale che vorremmo urlare con un megafono alle istituzioni. 

 

 

7)Parlaci del tuo gruppo.

Ada:

Arising Africans è un’associazione nata nel Maggio 2015 con l’idea di riunire i giovani afro discendenti/ afroitaliani che vogliano attivarsi per rovesciare la narrazione stigmatizzante dell'Africa veicolata in Italia e fornire spunti interessanti di incontro tra le culture. Nel corso degli anni Arising Africans ha promosso numerose campagne di sensibilizzazione tra cui la campagna “Anche le immagini uccidono” insieme a REDANI a sostegno dell’uso etico dell'immagine delle donne e dei bambini africani nelle campagne delle ONG; a Padova l’associazione ha sviluppato a partire dal 2016 numerosi percorsi laboratoriali nelle scuole medie e superiori durante l'anno scolastico, mentre l'appuntamento estivo è  con il #FESTIVALAFROITALIANO. Sempre a Padova da quest’anno è attivo il nostro Sportello contro le discriminazioni e il razzismo, a disposizione di tutta la cittadinanza.

Marwa:

Il movimento #ItalianiSenzaCittadinanza è stato fondato nell'ottobre 2016 da giovani di origine straniera cresciuti nelle scuole italiane e parte di quel milione di bambini, adolescenti e adulti invisibili che non hanno gli stessi diritti della maggior parte dei loro coetanei. Per loro è molto difficile ottenere il passaporto italiano o lo ricevono dopo un percorso troppo lungo a causa della legge sulla Cittadinanza numero 91/92,  ormai inadeguata alle trasformazioni del Paese. 

Il movimento ha organizzato le principali iniziative di piazza del 2016 e del 2017 per il miglioramento della normativa: dai flash mob "Fantasmi per legge" in diverse città ai sit-in davanti al Pantheon e al Parlamento, manifestazioni, fiaccolate e concerti, fino al Cittadinanza day, evento realizzato il 13 ottobre 2017 a Piazza Montecitorio, con la partecipazione di molti insegnanti, genitori e alunni. Mobilitazioni che hanno raggiunto massima visibilità alla fine del 2017, in occasione della diffusione attraverso i principali tg, gr, e giornali italiani della lettera aperta del movimento #ItalianiSenzaCittadinanza al Presidente della Repubblica.

 

 

8)Un messaggio per i lettori di Afroitalian?

Ada: 

Come dice Nelson Mandela “it always seems impossible until it's done”. Noi ci siamo messi in gioco girando il cortometraggio Io sono Rosa Parks, all'inizio sembrava impossibile riuscire a raggiungere il nostro obiettivo ma ce l'abbiamo fatta! Ora speriamo che il risultato finale vi piaccia.

 Il 2 settembre saremo a Venezia per l'anteprima nazionale, augurateci un in bocca al lupo! 

 

 

 

E allora un bell'in bocca al lupo a tutti voi, anche alla nostra amica Aida Aicha Bodian, parte del cast e già nostra ospite in un'intervista esclusiva.

 

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Comments

September 02, 2018 @02:08 pm by — Mari
 

@Carla il mio libro lo puoi trovare su Amazon.it o sul sito di www.aracneeditrice.it Basta anche cliccare sull'immagine del libro che trovi qui sul post. Per quanto riguarda l'acquisto del film ti rimando direttamente alle nostre ragazze di Arising Africans e Italiani Senza Cittadinanza (vedi link sul post, sono evidenziati). Spero di esserti stata utile, un abbraccio!

September 02, 2018 @02:32 am by — Carla
 

Dov'è possibile acquistare il tuo libro e il film di queste ragazze? vorrei farlo vedere ai miei figli per intero. grazie...

September 02, 2018 @01:38 am by — Didi99
 

Rosa Parks è un’icona dei diritti civili in America e nel mondo. Proprio bella l’idea di parlarne ancora e nella nostra Italia, al Festival di Venezia..bella intervista e complimenti alle attrici.

September 01, 2018 @01:30 pm by — Ramona
 

In bocca al lupo!!!

September 01, 2018 @01:25 pm by — Anna
 

Complimenti ragazze❣️

September 01, 2018 @10:01 am by — Christy
 

In bocca al lupo a tutto il cast. Conosco bene entrambi i movimenti e sono contenta per questo bel traguardo che ha reso un tema così importante come il razzismo e l'immigrazione, protagonista al festival del cinema di venezia. avanti tutta!

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