Benvenuti a bordo Afroitaliani-su sta nave non s'affonda

 

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Salvate Marie-Claire, dal Rwanda!

 

 

 

 

SALVATE MARIE-CLAIRE!

 

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Apoliticamente corretta: vi presento la mia Biennale di Venezia

La sottoscritta tra le reti di un’installazione firmata Leonor Antunes (Portogallo 1972).

La Biennale di Venezia ha svelato i suoi preziosi lo scorso maggio. Afroitalian non poteva mancare al richiamo anche quest’anno. Una visita spezzata in due giorni di fuego, data la afa di questo agosto, per assaporarci piano piano colori e clamori in un cocktail multiculturale d’eccellenza.

Curatrice la Christine Macel già responsabile del museo d’arte moderna Pompidou a Parigi.

Una biennale decisamente meno politica rispetto a quella precedente di Okwi Enwezor. Io personalmente l’avevo preferita proprio perché incentrata su temi caldi come l’immigrazione, che mi sta a cuore. Detto questo, la mia opinione potete anche cestinarla. Vi lascerò da soli di fronte alle immagini delle opere che più mi hanno colpita. 

Pronti? Seguitemi in gondola allora;D

 

Per il nostro anniversario di matrimonio ci siamo regalati una vogata in barca tra i canali di Venezia e una gita alla Biennale.

 

VI PRESENTO LA MIA BIENNALE

 

 

All’Arsenale mi sono innamorata di Kananginak Pootoogook (Canada,1935-2010), o meglio del suo fantastico disegno senza titolo. Kananginak appartiene alla comunità degli Inui, che si ramifica in Groenlandia, Alaska e Canada.

 

 

Meraviglia delle meraviglie, la stanza segreta di Irina Korina (Russia, 1977): “Good Intentions”. Decorazioni floreali gigantesche, reminiscenze del culto ai soldati caduti in Russia.

 

 

“The Horse Problem” by Claudia Fontes (Argentina) non può sfuggirvi nel Padiglione Argentina. Si rifà alle false icone del XIX secolo su cui è stata costruita l’identità nazionale, sfidandole con quest’opera surreale che ha la qualità di un’apparizione.

 

 

Ci spostiamo ai Giardini. E qui troviamo uno dei miei pezzi preferiti perché conosco l’artista personalmente. John Waters, ha firmato 5 cartelli sparsi un po’ dappertutto per provocare gli appassionati d’arte. Gli altri recitano: “Study Art: For Fun Or Fame, For Prestige or Spite, For Profit Or Hobby, For Breeding Or Bounty”.

 

 

“The Artist Is Asleep” by Yelena Vorobyeva e Viktor Vorobyev (Turkmenistan e Kazakistan). Perché anche se a molti farebbe comodo, non lo è mai.

 

 

Questo è il picco del mio piacere: Marwan, artista siriano che mi ha sciolto con i suoi dipinti in mostra al Padiglione delle gioie e paure, uno scavo dell’individuo e le sue emozioni.

 

 

Mc Arthur Binion, americano, mi ha colpita per il suo minimalismo che parte da pezzi biografici (rubriche, documenti, foto di famiglia) arrivando a rendere l’astrazione personale. Di lui amo la frase: “la pittura e la scultura sono roba per vecchi. Per definirti artista, te lo devi guadagnare”.

 

 

Impossibile dimenticare il Padiglione USA firmato Mark Bradford. All’ingresso ti coglie un senso di claustrofobia e inadeguatezza, opera del suo “Spoiled Foot”. Il suo corpo di lavoro "Tomorrow Is Another Day" s'incentra sul clima di scontento generale nel suo Paese. Uno dei pochi artisti che ha dato voce alla politica dei nostri tempi.

 

Si torna in terraferma ragazzi. Goodbye canali, laguna e magia. Cala il sipario, ma non per tutti. Se non vi siete ancora avventurati a Venezia, vi invito a esplorarla. A partire dalla sua Biennale:D

 

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Comments

August 22, 2017 @03:17 am by — Anima89
 

come è la gita in gondola? mi piace molto la tua foto mentre remi..

August 21, 2017 @06:05 am by — GraziellaDemores
 

Quando sei andata a visitarla? Io quasi appena aperto ma è stato un caos unico, fila interminabile e disorganizzazione generale. Però sono riuscita a girare in quasi tutti i padiglioni. Una giornata non è sufficiente hai fatto bene a spezzarla.

August 15, 2017 @01:25 pm by — Jessica
 

Ache io l'ho visitata con la mia famiglia e non mi è particolarmente piaciuta. Concordo con te sull'opera della ragazza e il cavallo, è piaciuta molto ai miei figli.

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