Benvenuti a bordo Afroitaliani-su sta nave non s'affonda

 

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Salvate Marie-Claire, dal Rwanda!

 

 

 

 

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Viola Davis, prima donna nera a vincere un Emmy

 

Ieri sera, al Kodak Theatre di Los Angeles, Viola Davis è entrata nella storia. 

Per la prima volta una donna nera vince un Emmy come attrice protagonista, nella categoria Drama Series. 

 

 Una giovane Viola Davis

Classe 1965, Viola Davis nasce in South Carolina da un papà che lavora coi cavalli, e una mamma domestica. Dopo un’infanzia trascorsa nella “povertà più abietta e anormale”, si iscrive all’Università del Rhode Island, laureandosi con lode in Belle Arti. Più tardi, si diplomerà alla prestigiosa Juilliard. 

 

 Viola Davis in una scena di The Help

Nota ai più per il suo famoso ruolo di Aibileen, protagonista nel film The Help, Viola si è aggiudicata la statuetta grazie al telefilm drammatico How to get away with murder (Le regole del delitto perfetto).

 

 Viola Davis in How to get away with murder

 

Nel suo discorso di ringraziamento, ha commosso mezza America citando Harriett Tubman. Harriett, merita un discorso a parte.

Donna straordinaria che lottò a favore del suffragio femminile e dell’abolizionismo della schiavitù, Harriett passò alla storia come la “Mosè degli Afroamericani”.

Nata schiava e in quanto schiava picchiata, frustata e abusata in tutti modi possibili, riuscì a scappare portando con sé un numero infinito di persone. Prima, fuori dal Maryland; poi, dopo l’approvazione di una legge nazionale sugli schiavi fuggiaschi, fuori dagli Stati Uniti. 

“Non perdette mai un passeggero”, per questo fu soprannominata Mosè. 

Durante la guerra di secessione, divenne la prima donna a guidare una spedizione armata. 

 

 Harriett Tubman

 

Nella mia mente vedo una linea, e sopra quella linea vedo campi verdi e bei fiori, e donne bianche, belle, con le loro braccia tese verso di me, che mi invitano a superarla, quella linea. Ma non ci riesco in nessun modo. Non riesco a superare quella linea.

Sono le parole di Harriett Tubman, nel 1800. 

E lasciate che vi dica io una cosa: l’unica cosa che separa le donne di colore da chiunque altro, è l’opportunità.

Non puoi vincere un Emmy per dei ruoli che non esistono”.

 

 

Dirette, amare, vere. La parole di Viola Davis hanno risollevato il problema della discriminazione razziale nei mass media americani. Non solo il cinema, ma anche e soprattutto la tv si plasma su attori rigorosamente non black. Specie se sono protagonisti.

Un argomento, questo, che tocca anche la tv e il cinema italiano. 

 

 

È ora di darsi una svegliata, di creare ruoli per una popolazione multi-razziale. Quella che paga il biglietto al cinema, che guarda la tv, che legge i giornali, ascolta la radio; che nasce, che studia, che lavora, che muore. Che paga le tasse, che va alle audizioni. Che danza, che canta, che filma, che intervista, che recita. 

Negli Stati Uniti, gli afroamericani sono 40 milioni (il 13% della popolazione); in Italia, gli immigrati africani sono più di un milione (il 20% degli stranieri residenti).

Perchè il talento non ha colore, ma il pregiudizio sì.

E voi che ne pensate?

 

 

 

 

Comments

September 23, 2015 @03:46 pm by — Carlas
 

Queste sono soddisfazioni, un esempio per tutte le donne che lottano contro la discriminazione e l'affermazione del proprio talento. Bellissima notizia

September 22, 2015 @06:32 pm by — Zeldah
 

Penso che Viola Davis si sia meritato questo primo Emmy più di chiunque altro. E che anche l'Italia debba svegliarsi e creare più opportunità per la comunità nera del paese. Sono d'accordo al 100%

September 22, 2015 @03:01 pm by — Giulia
 

Ho sempre amato Viola. Questo è il suo momento e se l'è meritato, in barba a tutte le difficoltà che ha incontrato sul suo cammino.

September 21, 2015 @08:15 pm by — Mari
 

Ciao Déborah, mi spiace sentire quanto hai sofferto. Non è facile, non lo è mai stato. Per Viola, come per te, come per tutti noi. Bisogna essere positivi e andare avanti in quello che crediamo, anche se abbiamo tutti contro. Il talento vince su tutto, Viola Davis ne è la prova vivente.

September 21, 2015 @07:38 pm by — Déborah
 

Purtroppo è la triste realtà,come detto il non ha colore,ma ci sono certe persone che continuano ad ignorarlo,io stessa lo vivo nella mia pelle,sono una cantante Gospel è da quando sono nel questo coro detto bianco non mai avuto mio posto perché sono l'unica nera c'è un amico bianco che mi ha portato li da quello che vedo e sento nelle voci ero andata da sola a presentarmi,non mi prendevano di sicuro perché giudicano il colore della mia pelle e non la mia voce.Ma quello che mi da forza di stare ancora in quel coro perché sono più brava di loro quindi qualche volta quando mi dicono le cattiverie,rido sopra perché so che è la paura,hanno paura di me

September 21, 2015 @06:17 pm by — Barbara
 

Secondo me lei è bravissima. Il suo curriculum è solo la riprova che per arrivare a questo ha dovuto rimboccarsi le maniche più di chiunque altro. Complimenti a Viola, che discorso magnifico

September 21, 2015 @03:58 pm by — Mari
 

I agree 100%. She studied really hard to achieve that impossible award. Plus, she comes from a poor family, she struggled her whole life. Go Viola!

September 21, 2015 @03:36 pm by — Ian
 

She deserves that.

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