Benvenuti a bordo Afroitaliani-su sta nave non s'affonda

 

Razzismo all'italiana

Scopri delle avventure di un'afroitaliana nella mitica Val Padana sul mio nuovo libro.

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How music dies


Esplora voci e culture dal mondo attraverso il testo più hot sulla world music, firmato dal produttore Grammy, Ian Brennan. E sogna attraverso le foto della sottoscritta per catapultarti in villaggi sconosciuti, deserti sconfinati e isole proibite. In inglese, per puri cultori musicali;D

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Salvate Marie-Claire, dal Rwanda!

 

 

 

 

SALVATE MARIE-CLAIRE!

 

La bambina con l'occhio gonfio è Marie-Claire. Viene dal Rwanda, paese di mia madre, e soffre di un tumore terminale a occhio e cervello.

Aiutateci a salvarla, ha solo 11 anni ed è orfana di madre.

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SUPPORT AFRICAN MUSIC

 

 

 

White African Power: il nostro ultimo album

 

Inaspettato, controcorrente, trascinante. Lo definirei così Tanzania Albinism Collettive, un album che racchiude le voci della comunità albina in Tanzania. E’ l’ultimo progetto a cui abbiamo lavorato mio marito Ian e io. La musica in realtà è tutta farina del suo sacco: ci ha lavorato per un anno, dando vita a profumi di mango, onde burrascose e raggi di sole africano. Forte di quattro nomination ai Grammy’s più una vittoria, si è buttato a capofitto nel lavoro più scottante di sempre. A partire dal titolo: White African Power. Io l’ho accompagnato come sempre, catturandone video e foto.

 

 

Chi è affetto da albinismo cade purtroppo vittima, in molti Stati dell’Africa, della venerazione più totale. Una venerazione che spinge molte persone a uccidere, pur di conservare pezzi di ossa che li proteggeranno dal malocchio. O a stuprare bambine innocenti per guarire dall’AIDS. Un’assurda credenza popolare, largamente diffusa in Tanzania. 

Ostracizzati, temuti e riveriti, la vita di queste persone si carica anche della piaga del cancro alla pelle. Il sole per loro non è relax e tintarella, ma una minacciosa palla di fuoco. Anche per questo la loro delicatissima epidermide invecchia prima del tempo, sfociando spesso in croste, lacerazioni doloranti e tumori, a volte inoperabili.

 

 

A inizio giugno, al terzo mese di gravidanza, mi sono avventurata con Ian e la mia piccina sull’isola di Ukerewe, in Tanzania. Quattro ore di traghetto, dopo un viaggio aereo piuttosto intenso -ps: volare in gravidanza comporta acciacchi da non poco! In pratica, non ho dormito niente:(

Ma ne è valsa la pena ragazzi!

 

 

L’isola ci ha accolti con un tramonto mozzafiato e l’orchestra dei grilli notturni. Odore di bruciato misto a profumo di lago, quello del bellissimo Lake Vittoria. A un’oretta di volo dal mio Rwanda…

Abbiamo alloggiato in un modesto bed&breakfast e al mattino, carichi della colazione a base di mango, latte appena munto e chapati, siamo montati sulla jip. Direzione: il centro di Standing Voice, un ente che da anni lavora con le persone affette da albinismo. Il pozzo, cuore battente di questo fazzoletto di terra, è già animato di donne e ragazzi che si danno da fare a raccogliere l’acqua. Mani bianche e nere s’intrecciano, sollevano, sguazzano tra le gocce di un’acqua che fa da collante. E pensare che non molto tempo prima era quella stessa acqua a dividerli. 

Gli albini, allontanati su quest’isola come tanti prigionieri, venivano esclusi da qualsiasi attività del villaggio: feste, raccolta dell’acqua… e musica. Non cantavano mai, perché non avevano letteralmente voce. 

 

 

Anche per questo abbiamo impugnato la sfida, lavorando a un album che dà spazio alla loro musicalità. Testi creati da loro, finalmente padroni di se stessi, liberi di sfogarsi con brani come “Sono un essere umano” e “Sparlavano di me quando sono nato”. Le musiche sono state create attraverso un laboratorio divertente e emozionante, con l’affiancamento di Ian che ne ha registrato  le voci. Giorni caldi, interrotti dal pranzo comune solitamente a base di fagioli, riso e verdure. Più qualche dolcetto firmato Italia che non guasta mai;D

 

 

I ragazzi -e così li chiamo perché quasi tutti ventenni, nonostante l’aspetto provato- si sono impegnati al massimo: hanno scritto testi originali, hanno imparato a suonare nuovi strumenti, hanno provato e riprovato insieme. In sottofondo, il canto di un gallo e qualche belato isolato; più pianti di bambini stanchi e lo sciabordare insistente del pozzo vicino. Una festa di suoni e colori che si è conclusa il giorno finale delle registrazioni, caduto proprio nella Giornata Internazionale dell’Albinismo.

 

 

Tanzania Albinism Collective uscirà il 2 giugno 2017. Non perdetevelo! E se volete supportare altri dei nostri progetti in Africa, andate alla homepage di Afroitalian, alla voce Support African Music.

 

 

Per saperne di più sui nostri progetti potete visitare le nostre pagine:

www.marilenadelli.com

www.ianbrennan.com

o ordinare il nostro libro:

How music dies -or lives

 

 

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Comments

May 29, 2017 @12:59 pm by — Marissa
 

Wow!

April 18, 2017 @02:27 am by — Gloriana92
 

Complimenti e in bocca al lupo ragazzi, sembra un progetto molto interessante.

April 16, 2017 @06:21 am by — FrancyFini91
 

Sono curiosissima di scoprire questa perla. Congratulazioni ragazzi, al 2 giugno allora

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